Restauro Africa Twin 1990 RD04 - LA REGINA

Pubblicato il 28 gennaio 2026 alle ore 12:34

AFRICA TWIN RD04 LA REGINA

Questa Honda Africa Twin RD04 del 1990 non è semplicemente una moto da restaurare.
È la prima moto che abbia mai visto in vita mia.

Mio papà la acquistò nuova e la portò a casa il 28 luglio del 1990. Io avevo appena 9 anni. Ricordo ancora perfettamente quel giorno: l’emozione, l’odore di nuovo, quella sagoma imponente che per un bambino sembrava enorme, e poi tutti i colori. Senza saperlo, stavo guardando una moto che farà parte della mia vita per sempre.

La prima volta che l’ho guidata avevo 12 anni. Poi, anno dopo anno, l’Africona mi ha accompagnato in ogni fase importante della mia crescita:
prima al liceo, poi all’università, e oggi continua a portarmi al lavoro.
Non è mai stata solo un mezzo di trasporto, ma una presenza costante, affidabile, di famiglia. Mi ha insegnato a guidare e a guidarla, abbiamo fatto insieme le prime stupidate.

Per questo il restauro di questa Africa Twin RD04 non è un semplice intervento meccanico o estetico: è un modo per ridare valore a una storia, per rispettare un oggetto che ha attraversato il tempo insieme a me e che, nonostante gli anni e l’abbandono, ha dimostrato ancora una volta di essere costruito per durare.

La Honda Africa Twin RD04 del 1990 è una moto che non ha bisogno di presentazioni: un’icona dell’adventouring anni ’90, costruita per durare e per macinare chilometri senza paura.
La mia era ferma dal 2013, lasciata all’aperto ed esposta alle intemperie per anni. Una situazione che avrebbe messo in ginocchio molte moto moderne. E invece… questa Africa Twin aveva ancora molto da dire.

 

Una sorpresa incredibile: il motore parte subito (e sta benissimo)

qui il link al video:

https://youtube.com/shorts/K9n7-jnJWGk?feature=share

 

 

 

La prima vera prova è stata l’avviamento. Dopo anni di fermo totale, con le dovute precauzioni, il motore è partito con estrema facilità, quasi a voler dimostrare la sua fama di indistruttibilità.
Ancora più sorprendente è stata la compressione perfetta, segno di un gruppo termico in ottime condizioni nonostante l’abbandono prolungato.

Un chiaro esempio di quanto il progetto Honda di quegli anni fosse avanti: robusto, affidabile e pensato per durare nel tempo.

Smontaggio completo: si parte dal telaio

Per fare un lavoro fatto bene, ho scelto la strada più lunga ma anche quella corretta: smontaggio completo della moto, bullone dopo bullone.

Il telaio, inevitabilmente segnato da:

  • umidità

  • ruggine superficiale

  • anni di esposizione a sole e pioggia

è stato completamente sabbiato per riportarlo a metallo vivo.

Verniciatura a polvere del telaio

Dopo la sabbiatura, il telaio è stato trattato con verniciatura a polvere, una scelta precisa per garantire:

  • maggiore resistenza nel tempo

  • protezione dalla corrosione

  • finitura uniforme e professionale

Una soluzione ideale per una moto destinata a essere usata, non solo esposta.

Interventi meccanici principali

Durante il restauro sono emerse alcune lavorazioni fondamentali per riportare la RD04 all’affidabilità originale.

Sostituzione frizione

La frizione mostrava segni evidenti di usura dovuti sia al chilometraggio sia al lungo periodo di inattività. È stata quindi sostituita completamente, ripristinando uno stacco preciso e modulabile.

Sostituzione radiatore

Il radiatore, compromesso dal tempo e dalle intemperie, è stato sostituito per garantire un raffreddamento efficiente, fondamentale su un bicilindrico destinato anche all’uso turistico e fuoristrada.

Revisione completa dei carburatori

Altro punto cruciale: i carburatori.
Dopo anni di fermo, la revisione era obbligatoria:

  • pulizia completa

  • sostituzione guarnizioni

  • controllo getti e galleggianti

Il risultato è un’erogazione fluida e regolare, come appena uscita di fabbrica.

La Honda Africa Twin RD04 utilizza una coppia di carburatori a depressione, fondamentali per garantire un’erogazione fluida e regolare del bicilindrico. Dopo anni di fermo, la revisione completa dei carburatori era un passaggio obbligato.
Durante lo smontaggio sono emerse membrane ormai indurite e non più perfettamente elastiche, compromesse dal tempo e dagli agenti atmosferici. La sostituzione delle membrane è stata quindi indispensabile per ripristinare il corretto funzionamento delle ghigliottine a depressione.
Sono stati inoltre puliti accuratamente tutti i condotti, controllati i getti, i galleggianti e sostituite le guarnizioni. Il risultato è un motore che risponde in modo pronto e progressivo, con un’erogazione pulita fin dai bassi regimi, esattamente come Honda aveva previsto nel progetto originale.

Il vero problema nascosto: l’impianto elettrico

Durante le verifiche finali è emerso il problema più serio di tutto il restauro.

Il regolatore di tensione era fuori controllo:
👉 sparava oltre 30 volt già al minimo.

Un valore devastante, che ha causato la bruciatura di diversi componenti:

  • contagiri

  • centraline CDI

  • parti dell’impianto elettrico

Revisione completa dell’impianto elettrico

A quel punto la scelta era obbligata: revisione completa dell’intero impianto elettrico, con:

  • sostituzione del regolatore

  • controllo e ripristino cablaggi

  • verifica di ogni singolo componente

Un lavoro lungo ma fondamentale, perché l’affidabilità elettrica è cruciale su una moto da viaggio come l’Africa Twin.

La Regina pronta a rinascere

Questo restauro dimostra una cosa molto chiara:
la Honda Africa Twin RD04 del 1990 è una moto progettata per resistere al tempo, anche quando il tempo non è stato gentile con lei.

Nonostante anni all’aperto, ha risposto presente:

  • motore sano

  • telaio recuperabile

  • meccanica solida

Con gli interventi giusti, torna a essere una compagna di viaggio affidabile, pronta per nuove avventure.

Restaurarla non è stato solo rimettere a nuovo una moto, ma prendersi cura di una storia che continua. Ogni bullone smontato, ogni componente ripristinato, ogni problema risolto è stato un modo per rispettare il passato e prepararlo al futuro.

In un’epoca in cui tutto sembra usa e getta, è la prova che la passione, la competenza e il tempo dedicato con attenzione possono riportare in strada non solo una moto, ma anche i ricordi, le emozioni e il senso di continuità tra le generazioni.

Oggi la Regina è di nuovo pronta a macinare chilometri. Non per nostalgia, ma per scelta. Perché alcune strade vale davvero la pena percorrerle ancora.

 

Mattia